Venti, ventuno, ventidue

Abbiamo imparato a dire venti-venti, che era un bel dire preso di peso dalla lingua asciutta e martellante degli Stati Uniti, dove tutto è sigla, abbreviazione, terzo significato. Ed era il nome dell'anno pessimo, almeno dal 1945 in su. Poi ci siamo sciroppati il venti-ventuno con le sue illusioni, le speranze e le docce fredde. Infine accogliamo il venti-ventidue con la voglia di vederlo solare, aperto e prolifico, e con il timore di orizzonti grigi se non neri. Difficile non essere preda di questi cieli d'alluminio, di queste albe spiegazzate, di questi pomeriggi troppo scuri: ma non possiamo nemmeno lasciarci travolgere dall'isteria contemporanea e dimenticare che con un po' di impegno riusciamo a trovare anche in questi tempi racchi la ragione di Vivere di Gusto.

Nel venti-ventuno l'abbiamo fatto con costanza, determinazione e convinzione. Abbiamo pubblicato quasi 150 documenti, che stentiamo a definire articoli in quanto sono soprattutto fotogrammi del nostro modo di stare nel mondo. Pezzi di letteratura, racconti, preparazioni culinarie, brevi saggi tecnici. Abbiamo introdotto il tema dei Borghi, scovati nelle pieghe di questa nostra Italia che sa sorprenderci con preziosi nascosti, o appena celati dietro l'angolo. A volte maltrattati.

Abbiamo intervistato persone che ci hanno raccontato le loro visioni per un futuro vivibile, abbiamo indagato le tendenze di un popolo che non ostante le apparenze sa cercare un rapporto meno squilibrato con la natura, a partire dai piatti e delle ricette che abbiamo pubblicato, fino alle ricerche sulle nuove agricolture, sulle responsabilità individuali, sulle prese di posizione più lungimiranti.

In tutto questo il nostro Magazine ha accolto nuove firme, nuove voci che oggi formano una panoplia di fermenti intellettuali e culturali di cui ci facciamo volentieri messaggeri, confidando nel crescente interesse di chi affettuosamente ci legge.
Vogliamo citare qui, in ordine sparso - o forse di apparizione, coloro che hanno dato un piccolo-grande contributo a questa nostra realtà. A loro e a tutti i lettori, un grazie sincero e un augurio di buon cuore, per un buon venti-ventidue e una buona vita.

Francesco Sorelli
Helen Farrell
Stefano Pellegrino Frassineti
Lidia Ceseri
Costanza Taiti
Vittorio De Sanctis
Sonia Gioia
Luca Bassi
e - indegnamente - chi scrive.