Poggio Casciano, nel nome della rosa

“Rosa Fresca Aulentissima” è uno dei più conosciuti e citati “incipit” della letteratura italiana, pescato nel repertorio della poesia cortese del XIII secolo dalla penna erudita e lieve di Cielo d’Alcamo. Ben pochi sono coloro che ne sanno citare il seguito: molti invece ne possono ricordare l’ammiccante doppio senso bisbigliato tra i banchi del liceo.

La rosa è “il” fiore: opulenta, ricca, seducente, profumatissima, capace di suscitare forte emozione e grande coinvolgimento. È un punto di riferimento per la Tenuta di Poggio Casciano, a Bagno a Ripoli, dove Ruffino mette in scena un'autentica rappresentazione della toscanità: la troviamo in varianti d’ogni colore sia nel giardino all’italiana prospicente la Villa che accoglie l’Agriresort, la vediamo nelle “aiole” sospese del pergolato della Locanda Le Tre Rane, e la incontriamo tradizionalmente maritata alle teste dei filari, nei vigneti tutt’attorno.

Dunque sarà la rosa a campeggiare nel nuovo logo di Poggio Casciano, ad indicare un particolare legame tra questo magnifico frutto della terra e dell’uomo, che proprio nel connubio costante nei secoli della terra e dell’uomo che la coltiva trova la propria più fulgida espressione. Del resto il "rosone" fu anche un elemento distintivo, innovativo e caratterizzante del Rinascimento Fiorentino, che nella ricerca di quella perfezione formale e armonica trovava proprio nell'amato fiore una esplicita rappresentazione. In uno scenario che proprio da quella cultura e da quella storia discende la rosa assume un valore che trascende il simbolo per diventare linguaggio.

Poggio Casciano e la rosa sono l’antemurale delle altre risorse della Tenuta, ormai una galassia ricca di sfumature e di opportunità: le rane, che in ovvia coerenza con il nome, caratterizzano la Locanda Le Tre Rane e il servizio di consegna a domicilio “A Casa Tua”; il fiasco, a identificare la Bottega, con i prodotti del territorio e i vini Ruffino, là incluse le vecchie preziose annate, e un particolare legame con uno dei simboli della produzione vinicola del territorio in generale e di Ruffino in particolare, che sul fiasco ha costruito una vera e propria narrazione; il fregio dell’Agriresort che nelle geometrie così vicine al giardino all’italiana richiama le rose.

Una combinazione che trova il suo compendio proprio nella proposta di Poggio Casciano che trascende la propria vocazione vitivinicola, pur centrale e vivifica, in una risorsa dalle molte sfaccettature, un brillante tagliato bene. L'esperienza al Poggio infatti spazia dalle visite in cantina, agli assaggi guidati, alle proposte stagionali di merende a Bottega e pic-nic con i Panieri della Locanda. Una formula che ben si attaglia alla visione del Vivere di Gusto di cui questo magazine è una espressione.

Il nuovo aspetto visuale informa tutta la veste grafica della Tenuta, e sarà gradualmente introdotta in ogni espressione per dipingerne ancora meglio il carattere unico.