Glera: non chiamatela Prosecco.

Addentrarsi nei meandri delle denominazioni in ambito agroalimentare è operazione che al lettore della strada può apparire pratica da azzeccagarbugli, non senza un fondo di verità. La tutela del valore stesso dei prodotti è un compito impervio ma necessario per difendere la particolarità di alcuni importanti patrimoni enogastronomici che altrimenti andrebbero dispersi nel vasto e procelloso pelago delle imitazioni.

Le norme, come si può facilmente immaginare, sono assai sfaccettate e complesse, e comportano l'intervento dei più disparati organi volitivi: da quelli istituzionali a quelli sovranazionali, dai nostri ministeri alle Corti europee. Ma alcuni valori di sintesi si possono ricavare, anche alla portata di noi umili consumatori posti al gradino piu accessibile della catena alimentare: si può proteggere una denominazione, ma non il nome di un prodotto; si può tutelare un territorio ma non un aggettivo comune. Questo per dire che il Prosecco in quanto denominazione puà essere tutelata nei confronti delle imitazioni, ma il Prosecco in quanto vitigno no. Per fare un esempio chiarificatore, che risulterà stucchevole all'appassionato e all'esperto ma utile a lumeggiare il dilemma per il Resto del Mondo, Chianti è denominazione tutelata, Sangiovese non può esserlo.

Atteso dunque che Prosecco era sia il nome del vino - precipuo - che del vitigno - generico - fu necessario ricorrere al "secondo nome" di quelle uve, la cui coltivazione pare abbia origini risalenti ai Romani: la Glera. In realtà si tratta di un nome conosciuto da sempre, ma di norma soccombente rispetto al monumentale peso di "Prosecco", così potente da superare il limite stesso di prodotto per diventare un tipo. Come "sottilette" che non è più solo il formaggio a fette della nota marca ma l'idea stessa del formaggio a fette confezionato in monoporzione. Dal 2009 dunque, all'incirca, il Prosecco è un vino realizzato con almeno l'85% di uve Glera. Ecco fatto.

Prosecco è anche un luogo, un ridente paesello del Nord Est italiano, molto Est: si trova proprio nell'enclave triestina, all'estremo limite orientale della smisurata zona di produzione del Prosecco. Gli studiosi non sono concordi nell'identificare nel nome di questo paese l'origine della denominazione, ma fa buon gioco al "brand" - per dirla in linguaggio moderno - avere una definizione territoriale, come appunto poco sopra specificato. 

Nella storia le prime fonti certe a proposito di questo vitigno datano attorno al 1750, quando se ne ha notizia nella cronaca della declinante Serenissima, ma un antenato o un progenitore della Glera pare fosse particolarmente amato dagli antichi, fin dall'epoca della centuriazione dei territori del Friuli attorno ad Aquileia ed Oderzo, dove tutt'ora le emergenze romane sono chiare e forti. Non poche delle energie e degli investimenti sulle strutture portuali di allora erano giustificate dall'intenso commercio di vino. Che poi proseguì nei secoli anche attraverso l'esercizio delle coltivazioni abbaziali e monacali, nei secoli bui ultimi baluardi di civiltà.

Il grande successo della Glera - e del Prosecco, ad evidenza - è anche merito delle caratteristiche di questa varietà: sana e robusta dal punto di vista botanico, versatile dal punto di vista colturale, e capace di orientarsi verso differenti sfumature a seconda dei terreni e dei microclimi: dalle Rive di Valdobbiadene alle pianure del Veneto, in un digradare di espressività che va dalla collina e dalle coltivazioni su pendii scoscesi fino quasi al mare. Freschezza e acidità sono le caratteristiche di base dei mosti ottenuti da queste uve, che sviluppano poi i sentori floreali e fruttati che l'hanno reso così popolare e amato dalle Alpi al Lilibeo, e anche molto oltre.

Glera dunque: con i suoi grappoli dal colore intenso, grandi e lunghi, caratterizza il panorama agricolo di larghe porzioni dei territori di Veneto e Friuli, generando un vero e proprio "miracolo italiano" al punto che in molte parti del mondo, e spesso anche del nostro paese, quando si versa uno spumante si offre un "prosecco", generalizzando a detrimento delle caratteristiche più interessanti di questo distinguibile vino rispetto ad altri. Ed è pure una generalizzazione identificare il Prosecco con uno "spumantino" amabile, frizzantino, poco impegnativo e di scarsa personalità: con poco sforzo e un po' di ricerca si possono cogliere aspetti e colori che sfuggono al consumo di massa. Parafrasando una famosa reclàme: assaggiate, gente, assaggiate.

Il sole, con tutti quei pianeti che gli girano attorno e da lui dipendono, può ancora far maturare una manciata di grappoli d’uva come se non avesse nient’altro da fare nell’universo
[Galileo Galilei]

Il sole, con tutti quei pianeti che gli girano attorno e da lui dipendono, può ancora far maturare una manciata di grappoli d’uva come se non avesse nient’altro da fare nell’universoIl sole, con tutti quei pianeti che gli girano attorno e da lui dipendono, può ancora far maturare una manciata di grappoli d’uva come se non avesse nient’altro da fare nell’universoIl sole, con tutti quei pianeti che gli girano attorno e da lui dipendono, può ancora far maturare una manciata di grappoli d’uva come se non avesse nient’altro da fare nell’universo
„Il sole, con tutti quei pianeti che gli girano attorno e da lui dipendono, può ancora far maturare una manciata di grappoli d’uva come se non avesse nient’altro da fare nell’universo.

Fonte: https://le-citazioni.it/frasi/525279-galileo-galilei-il-sole-con-tutti-quei-pianeti-che-gli-girano-att/
„Il sole, con tutti quei pianeti che gli girano attorno e da lui dipendono, può ancora far maturare una manciata di grappoli d’uva come se non avesse nient’altro da fare nell’universo.

Fonte: https://le-citazioni.it/frasi/525279-galileo-galilei-il-sole-con-tutti-quei-pianeti-che-gli-girano-att/
„Il sole, con tutti quei pianeti che gli girano attorno e da lui dipendono, può ancora far maturare una manciata di grappoli d’uva come se non avesse nient’altro da fare nell’universo.“

Fonte: https://le-citazioni.it/argomenti/uva/
Il sole, con tutti quei pianeti che gli girano attorno e da lui dipendono, può ancora far maturare una manciata di grappoli d’uva come se non avesse nient’altro da fare nell’universo.

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Il sole, con tutti quei pianeti che gli girano attorno e da lui dipendono, può ancora far maturare una manciata di grappoli d’uva come se non avesse nient’altro da fare nell’universo.

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