Fabbriche di Careggine

Se parliamo di "paesi fantasma" nessuno più di Fabbriche di Careggine ne ha forza e titolo.
La sua storia recente è nota: nel 1947 si decide di tirare una riga sul torrente Edron, in Garfagnana, nei pressi di Vagli, e ricavarne energia idorelettrica. Detto, fatto, si sgomberano i 146 abitanti del paesello e li si trasferisce a Vagli di Sotto, dove si è ricostuita l'urbanistica del borgo.

Detta così pare cosa data: non è l'unico paese finito sotto le acque in anni più o meno recenti. Alcuni hanno lasciato impronte romantiche: la più famosa, ormai assurta a classico da cartolina, il campanile di Curon, a Resia, svettante per metà sulle calmissime acque del lago. La particolarità di Fabbriche, oltre a quella di essere stato letteralmente cancellato, è che per periodica manutenzione del bacino ogni dieci anni sarebbe dovuto tornare alla luce, riemergere progressivamente dalle acque e tornare visitabile, con le sue poche case in pietra, i suoi vicoli, la chiesa di San Teodoro con il campanile franato e tutto. 

In realtà Fabbriche ha una storia tormentata, e per certi versi, nobile: abitato già dalle parti dell'anno Mille, divenne importante centro della lavorazione del ferro, e per quello fu baciato in fronte dalla via di comunicazione più importante dei secoli successivi, la Via Vandelli, che dalla Garfagnana conduceva a Modena, allora piccolo ma influente Stato indipendente. La decadenza della via camcellò la prosperità di Fabbriche, i cui abitanti conobbero secoli grami fino a quando lo sfruttamento delle cave di marmo nella zona di Vagli strappò alcuni di loro dalla pastorizia e in genere dalla miseria nera.

Il bacino in realtà è stato svuotato l'ultima volta nel 1994: in quell'occasione ho avuto la fortuna - e la capatosta - di visitarlo. Non si può accedere subito ovviamente, perchè il fondale del lago è fangoso e deve consolidarsi, lasciando la classica superficie craquelè delle aree prosciugate: l'atmosfera è surreale, perchè se da un lato tutto è totalmente solido, dall'altro la sua temporaneità immanente lo rende effimero: pietra e fantasia combattono per prendere il sopravvento nelle sensazioni.

Ora pare che nel 2022 - chi dice 23 - Fabbriche possa tornare alla luce: ogni amante del Vivere di Gusto non potrà mancare una gita: zona magnifica, paesaggi lunari, storia ed evocazione, e una somma di incontenibili emozioni a portata di mano.

Immagine: Wikipedia