Cantucci: semplici ma buonissimi

La storia di questi semplici ma buonissimi  biscotti e’ oggetto da sempre di grosse battaglie e rivendicazioni, pacifiche (non sempre!) ma colorite come i toscani in generale e i pratesi in particolare sanno far diventare certe dispute.

Io però da giudice disinteressato assegno il merito della creazione dei cantuccini al Biscottificio Mattei di Prato, famoso anche per la confezione inconfondibilmente azzurra, anche se il mio fido Enrico (con nonni vaianesi) mi suggerisce come creatore il Biscottificio Santi di Migliana... lasciamo la questione in sospeso.

Io comunque vi do la ricetta che da sempre in uso a casa mia, ormai tramandata da tre generazioni: non sente il peso degli anni e fa si che il vostro cantuccino risulti croccante e saporito.

Dose per un bel vassoio di cantuccini:

Prendere 300 grammi di farina non raffinata (tipo 1 va benissimo) e disporla a vulcano insieme a 250 gr. di zucchero. All’interno rompere 3 uova belle fresche e cominciare ad amalgamare il tutto insieme a 8 grammi di lievito chimico e a 200 gr. di mandorle, un pizzico di sale e la scorza di mezza arancia. Quando l’impasto sarà bello liscio formare dei piccoli serpentelli larghi circa 1 cm e metterli in una teglia imburrata e inzuccherata, spennellare con il vin santo e lo zucchero.

Passare in forno già a 180 per 15 minuti, sfornare e tagliare in tralice ancora caldi. Lasciare raffreddare e conservarli chiusi in un barattolo di vetro.

Due parole vanno spese anche riguardo all’abitudine di inzuppare il cantuccio nel vin santo, cosa goduriosa ma assolutamente poco rispettosa di chi ha speso almeno 5 anni della propria vita per fare un grande vin santo e se lo vede “allazzare” da un cantuccio alla mandorla. Meditate...