Amare l'amolo

Addormentato ai piedi della pieve romanica di Romena, in Casentino, fra Arezzo e Firenze, in una ampia vallata dominata da un lato dall’omonimo castello di Romena e dall’altro dal castello di Poppi, e sovrastati dai sacri luoghi dall’abbazia di Camaldoli e del santuario francescano della Verna, si trova il cosiddetto “Giardino dei figli perduti”.

In un pratone che si apre alle spalle della pieve, in una atmosfera intrisa di vibrante e tangibile spiritualità - qui anche gli Etruschi avevano percepito qualcosa di “oltre”, erigendo un tempio oltre duemila anni fa – i genitori, gli amici, i cari che hanno subito la perdita di un figlio, sono chiamati a piantare un mandorlo a luogo di croce, con frasi e pensieri a ricordo della vittima ai piedi e attorno al tronco. Si è creato così, anno dopo anno, albero dopo albero, fioritura dopo fioritura, un parco di enorme suggestione e misticismo, in cui la caduce bellezza e la silente fragilità, che ci accomuna tutti, sembrano quasi restituire quella vita così brutalmente sottratta.

La scelta del mandorlo non è casuale. Il mandorlo è il primo albero a percepire la primavera e a regalare i suoi splendidi fiori già da metà marzo: fiori bianchi, ma con un’anima rosa, arrosata, quasi sanguigna. Impossibile non provare un brivido.

Nel camminare fra i mandorli e i pensieri, un po’ defilato rispetto al giardino, si erge, per dimensione e suggestione, un ciliegio pluridecennale, una creatura maestosa che sembra fare da padre immanente e benevolo a quei figli perduti. È un esemplare anziano di amolo, un particolare cultivar di ciliegio che a Romena regala spettacolari fioriture bianche e rosa: sì, dallo stesso ramo i fiori sono rosa e bianchi. Una meraviglia.

L’amolo è una pianta molto particolare. Viene utilizzato per coltivare le varie specie di ciliegio: cioè il suo portainnesto è ideale per far crescere altre piante. Infatti, l’amolo ha la resistenza, la forza, la salute che gli altri ciliegi, e generalmente gli altri frutti, non hanno: non teme il vento, né il freddo, né i parassiti, né i funghi o le muffe. L’amolo tutto regge. Per questo raggiunge altezze anche di 10 metri. E’ inoltre un albero mellifero, adorato dalle api che lo imbottinano per ricavarne un miele dolcissimo.

Un albero che vigila e custodisce i fiori fragili e meravigliosi dei mandorli che gli stanno vicini.

L’amolo, i mandorli, Romena. Per chi non conosce questi luoghi, è questa la stagione migliore per visitarli.